Se vi trovate a Milano, che sia per l’Expo, per lavoro, o solo di passaggio e avete a disposizione una splendida giornata di sole, il nostro consiglio è una piccola gita al Lago Maggiore.

Arona, una romantica città sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, rappresenta la meta ideale per una gita in giornata. Anche solo passeggiare sul lungo lago è rilassante, ma ci si può anche addentrare nel pittoresco centro.

L’itinerario ideale per conoscere le bellezze di Arona parte dal piazzale della stazione ferroviaria e si sviluppa lungo la principale arteria del traffico cittadino. Corso Repubblica sede di banche, uffici, prestigiosi negozi, alberghi, bar e ristoranti, offre uno splendido panorama della costa lombarda del Lago Maggiore, dominata dalla Rocca di Angera con il castello di origine medioevale. La passeggiata continua nella suggestiva isola pedonale di Corso Cavour (l’antica contrada Roveretta), dove si incontra la Chiesa dedicata ai Santi Anna e Gioacchino. Da Corso Cavour le piccole rughe che si dipartono verso il lago offrono straordinari scorci paesaggistici; in prossimità di una di queste trova la sua collocazione una statua lignea dedicata a Carlo Borromeo e abitualmente denominata “Sancarlino”, una delle numerose testimonianze della dedizione degli aronesi per il santo. Il “corso” offre senza dubbio una straordinaria prova di come l’attività commerciale, ad Arona, abbia radici antiche: vicino alle botteghe di tradizione artigianale sorgono esercizi di grande prestigio, accomunati da una lunga abitudine alla cortesia e all’esclusività delle proposte.
Da corso Cavour si può accedere da via Battisti alla caratteristica Piazza San Graziano. Antica sede dell’abbazia benedettina, questa località era detta Protolivo, dalle coltivazioni che i monaci vi curavano. Oggi si può visitare il museo archeologico e mineralogico nelle sale che un tempo erano adibite a mercato coperto.
Salendo la scalinata il sagrato conduce alla Chiesa dei Santi Martiri o San Graziano, fondata nel X secolo ma oggetto di numerosi rifacimenti. La facciata è barocca e l’interno è ispirato allo stile gotico.
La Chiesa custodisce opere d’arte di grande valore quali una pala di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, risalente alla seconda metà del XV secolo, nonché dipinti di Palma il Giovane e di artisti della scuola di Paolo Veronese. Proseguendo nel Vicolo Card. Maurilio Fossati a destra di fronte all’ex-ospedale SS. Trinità “Lina e Giangiacomo Ponti” si trova la Collegiata della Natività di Maria Vergine, consacrata nel 1488, ed è la chiesa parrocchiale di Arona. Si possono ammirare le preziose tele di Pier Francesco Mazzucchelli detto ‘il Morazzone’ e un’opera di straordinario valore artistico quale il Polittico della Natività (1511) di Gaudenzio Ferrari, restaurato di recente. Vi sono inoltre opere di Andrea Appiani (la Natività), di Giuseppe Crespi (Cristo in croce con due santi) e di Giuseppe Leva (La natività della Vergine). La chiesa conserva anche l’organo opera prima degli organari aronesi “Bardelli – Dell’Orto – Lanzini” che ha visto alla tastiera importanti concertisti che tutt’ora si succedono ogni anno durante il Festival Organistico Internazionale “Sonata Organi” che si celebra in giugno-luglio. Da non perdere i reperti archeologici della Canonica, risalenti all’epoca romana.
Attigua alla Collegiata addossata al palazzo comunale sorge la Cappella Beolco, commissionata nel 1683 dal mercante milanese Bartolomeo Beolco, un bell’esempio di barocco lombardo nella fantasia delle volute floreali in ferro battuto. Lasciata la Collegiata, in via Federico Borromeo si incontra la Chiesa di San Giuseppe, risalente forse al XVII secolo (la facciata è del 1914), sotto la pavimentazione durante i restauri è stato ritrovato un piccolo forno per la fusione dei metalli che è possibile ammirare da una grata. La passeggiata alla scoperta delle bellezze di Arona può proseguire lungo la suggestiva via San Carlo, per ammirare una delle dimore più eleganti della città: Villa Ponti. Costruita nella seconda metà del XVIII secolo per volere di Bartolomeo Pertossi, ha subito poi numerosi rifacimenti; oggi è la sede di concerti di musica classica e di grandi mostre con artisti di grande prestigio.
Di fronte a Villa Ponti è presente il Monastero delle Monache della Visitazione fondato nel 1657 voluto dalla contessa Isabella D’Adda Borromeo che ha ospitato le monache visitandine fino all’agosto 2014 e ora accoglie la Comunità Monastica Figlie di Madre Umilissima. Annessa al monastero, la chiesa della S. S. Trinità detta della Visitazione. L’interno è caratterizzato dalla suddivisione in parti separate per le suore di Clausura e per i fedeli, sopra l’altare il quadro del pittore Gaudenzio Magistrini e sulle pareti laterali le statue dei santi fondatori dell’ordine delle visitandine San Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca di Chantal.
Poco distante è il Palazzo Borromeo, con il portale adorno dello stemma gentilizio della famiglia.
Da via San Carlo si diparte la via Pertossi, di recente portata agli antichi splendori, che conduce alla piazza più antica della città, Piazza del Popolo. Antica sede del mercato, Piazza del Popolo era il vero centro dell’economia cittadina, come dimostrano il palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo di Giustizia detto “Broletto”, il palazzo dell’ex “Corpo di Guardia”  e i resti del porto. La Chiesa di Santa Marta o Santa Maria di Loreto, che domina la piazza, risale alla fine del XVI secolo e al suo interno è possibile ammirare una riproduzione della Santa Casa di Loreto.
A completare l’itinerario non deve mancare una romantica passeggiata lungo le rive del lago. Il Lungolago Marconi offre, a primavera, il suggestivo spettacolo del pergolato del glicine in fiore, ma in ogni stagione il panorama della costa lombarda regala degli scorci paesaggistici di eccezionale bellezza. Camminando tra le aiuole si incontrano l’edicola di Sant’Anna rivolta verso il lago a protezione dei naviganti e il Monumento al Barcaiolo. Proseguendo verso i giardini pubblici si trova il mezzobusto dedicato a Luigi Boniforti e nell’aiuola di Largo Garibaldi sovrasta l’Atlante, statua in bronzo, opera di Bruno d’Arcevia deposta per il 50° anniversario della Fondazione dell’Avis cittadina il 16 settembre 2001 alla presenza di Mike Bongiorno. Dalla passeggiata del lungolago attraverso un ponticello in legno si supera l’imbarcadero dove partono i battelli della Navigazione del Lago Maggiore per viaggi e crociere sul lago.
Proseguendo la passeggiata si accede ai giardini pubblici con aiuole, la grande Fontana “Millenaria” e il parco giochi per i bambini intitolato a Baden Powell. Abbiamo quindi raggiunto nuovamente la stazione Ferroviaria luogo di partenza di questo itinerario alla scoperta di Arona.

Atri luoghi da non perdere:

La Rocca di Arona
Punto panoramico tra i più spettacolari della zona, non solo per la splendida visuale del Lago Maggiore, ma anche per ammirare la costa lombarda con il castello di Angera. I torrioni e i resti delle fortificazioni ne testimoniano l’antichissima storia, interrotta soltanto tra il 1800 e il 1801: dopo la battaglia di Marengo Napoleone comandò la distruzione di tutti gli edifici.

Il San Carlone
Su una collina, poco lontano da Arona, si erge il Sacro Monte di S. Carlo, costruito in seguito alla canonizzazione dell’Arcivescovo Borromeo avvenuta nel 1610. I lavori iniziarono nel 1614.
L’attrazione principale del Colle è la statua del Santo, il Sancarlone. Il colosso fu realizzato dagli scultori Siro Zanella di Pavia e Bernardo Falconi di Lugano. Inizialmente si costruì la struttura interna con blocchi di pietra provenienti dalle cave di Angera; intorno gli fu posta un’intelaiatura in ferro di sostegno. L’esterno fu completato con lastre di rame battute a martello e unite per mezzo di chiodi e tiranti. La statua, di 23,40 metri, appoggia su di un piedistallo di granito dell’altezza di 11,70 metri. Con un’altezza totale di 35,10 metri, è seconda per altezza solo alla Statua della Libertà. La costruzione richiese 84 anni di lavoro. L’interno è visitabile salendo da ripide e strette scale attraverso cui è possibile raggiungere la testa. Gli occhi, le orecchie del gigante e alcune finestrelle che si aprono sulla veste, permettono di ammirare uno stupendo panorama: la riviera piemontese fino a Solcio, quella lombarda che va da Santa Caterina del Sasso ad Angera e il paesaggio circostante. Il colle di San Carlo può essere raggiunto a piedi partendo da piazza del Popolo. Salita la rampa si prosegue verso destra fino al bivio che porta al colle. Una scalinata permette di accorciare il percorso, giungendo ad una delle sei cappelle che costellano il Colle.

Le Isole Borromee
Le tre isolette Bella, Madre e dei Pescatori – affiorano dal cosiddetto “golfo Borromeo”, dall’insenatura centrale del lago Maggiore, tra Pallanza e Stresa. Erano, in epoca medievale, sede di fortificazioni o di insediamenti religiosi. In età barocca i Borromeo diedero loro la peculiare caratterizzazione – isola-palazzo per la prima, isola-giardino la seconda, isola rustica la terza – che conservano tuttora rimanendo una delle principali mete turistiche dei laghi prealpini. Quella che più ha mantenuto il suo aspetto originale è l’isola Superiore: o, com’è universalmente chiamata, l’isola dei Pescatori. Il nome, giustificato un tempo dall’attività degli abitanti, è ormai anacronistico, dato che la maggior parte della popolazione vive di turismo. Ma è rimasto, in gran parte intatto, il fitto tessuto edilizio, ricco di archivolti, viuzze, improvvise altane, poetici scorci sul paesaggio intorno: un luogo ideale per una sosta, un piacevole pranzo in vista del lago, una passeggiata pigramente soddisfatta in uno scenario d’altri tempi.
Con un breve tratto di navigazione in barca o in battello, si può raggiungere l’isola Bella. Questa, al contrario, venne completamente trasformata tra il 1632 e il 1671 da Giulio Cesare Borromeo, da suo fratello Carlo III (che, in onore della moglie, Isabella d’Adda, ribattezzò il luogo “Isabella”, nome da cui è poi derivato quello attuale di isola Bella) e dal figlio di questi, Vitaliano Borromeo, con la costruzione di un sontuoso palazzo, noto come palazzo Borromeo. L’opera, alla quale si avvicendarono Angelo Crivelli, Pietro Antonio Barca, Francesco Maria Ricchino, Francesco Castelli, Carlo Fontana, alterò la stessa conformazione dell’isola, ampliandola nella parte meridionale e dandole l’aspetto di una immensa nave architettonica articolata su due grandi complessi. Sul lato settentrionale un lussuoso palazzo barocco, ricco di appartamenti e stanze pregevoli: la sala della Conferenza, che ospitò neI 1935 Mussolini, Lavai e Mac Donald; la sala di Napoleone, in cui il generale soggiornò nel 1797; la sala da ballo; le curiose sale inferiori, con decorazioni “alla grottesca” incrostate di tufo, conchiglie, marmi.
Sul lato meridionale un fantastico giardino all’italiana articolato su 10 terrazze digradanti, ornate di essenze rare (ognuna con descrizione botanica), statue e fontane, In cima alle terrazze vi è un’immensa “macchina teatrale”, il teatro Massimo, dove campeggia l’unicorno, simbolo della casata. L’insieme, in particolare il giardino, rappresenta una delle più spettacolari e suggestive scenografie architettonico-ambientali create dal barocco in Italia.
L’isola Madre è la più grande delle tre isole Borromee. E’ anche la più isolata proprio nel centro del lago, tra Stresa e Pallanza. Sull’isola sorge il settecentesco Palazzo Borromeo di cui si può godere la vista delle riviere di Suna, Pallanza e Laveno. L’isola è quasi interamente occupata da un rigoglioso giardino botanico, ricco di numerose varietà di azalee, camelie e rododendri. Il parco ospita anche numerosi esemplari di fauna nobile tra cui pavoni e fagiani che passeggiano in libertà per viali e prati.

Fonti: http://www.aronanelweb.it/itinerario-arona/ e http://www.comune.arona.no.it.

Dall’Hotel Diamante si può comodamente raggiungere Arona in auto in circa 45 minuti.

¶ Hotel Diamante Corbetta (Milano)