1. Il Padiglione della Cina – Terra di speranza, cibo per la vita
E’ la prima volta che la Cina partecipa ad un’esposizione universale con un proprio padiglione. Tre sono i temi portanti su cui si sviluppa la presenza cinese: Il dono della natura dedicato alla raccolta secondo il calendario cinese; Cibo per la vita che illustra il percorso del cibo e presenta le 8 scuole di cucina nazionali; Tecnologia e futuro, che racconta i progressi scientifici volti a garantire un’agricoltura più efficiente ma anche più rispettosa dell’ambiente;

2. Il Padiglione del Messico – Il seme per un mondo nuovo
Cibo, diversità ed eredità sono al centro dell’approccio tematico scelto dal Messico, paese dalla vastissima biodiversità, tra cui spicca in modo particolare la coltivazione del mais, sin dall’epoca pre-colombiana.E al mais si ispira la costruzione del padiglione, con una pannocchia stilizzata che copre l’area espositiva, all’interno della quale è possibile scoprire i valori, le tradizioni e gli attrezzi di un’agricoltura millenaria, nonché gli infiniti sapori di una cucina celebre in tutto il mondo.

3. Il Padiglione di Monaco – L’eccellenza solidale, nutrire il mondo in modo diverso
Una piccola nazione, con una grande vocazione alla cooperazione: è quanto si propone di comunicare il padiglione del Principato di Monaco, che sviluppa i temi della sostenibilità e della condivisione, e insieme presenta sapori e profumi per tradizione a cavallo tra l’Italia e la Francia, accogliendo i visitatori con un’atmosfera affascinante. Sul tetto del padiglione è presente un orto di colture mediterranee, mentre intorno si sviluppano delicati giardini verticali, irrigati con un sistema autonomo di raccolta dell’acqua piovana.

4. Il padiglione dell’Irlanda – Lavorando con la natura
Forse nessun paese europeo può offrire un paesaggio altrettanto unico per lo spettacolo dei suoi colori, dove infinite sfumature di blu (il cielo e il mare) e di verde (i campi e la brughiera) regalano un’esperienza indimenticabile. Al proprio paesaggio, ma sopratutto al proprio impegno per uno sviluppo sostenibile è dedicata la partecipazione irlandese: passeggiando lungo la selvaggia costa atlantica sferzata dal vento, siamo guidati idealmente alla scoperta di un’agricoltura e una pesca tradizionalmente rispettose dell’ambiente.

5. Il padiglione dell’Azerbaigian – Protezione dei cibi biologici e della biodiversità
L’Azerbaigian è una di quelle nazioni che per i più rappresenta solo un punto sulla carta geografica, un ponte ideale tra Est ed Ovest. E allora quale migliore occasione dell’Expo per conoscere in prima persona questo paese dalla storia millenaria, con una cucina che ha saputo trarre il meglio dall’agricoltura così come dalla pesca nel Mar Caspio. A questa straordinaria biodiversità si ispira il suo padiglione, presentando l’impegno dell’Azerbaigian nel rispettare l’equilibrio naturale e insieme le sue risorse naturali e culturali.

6. Il padiglione dell’Austria – Respira. Austria
Consapevolezza sull’importanza di preservare le risorse ambientali, grazie a un ciclo virtuoso capace di coinvolgere produttori, commercianti e consumatori volto a portare sulle tavole  un cibo più sano e sostenibile: è questo il tema centrale della presenza austriaca all’Expo. Non a caso l’Austria è una delle nazioni dove maggiormente è diffuso il consumo di cibi biologici. Inoltre, la posizione geografica del paese, ha da decenni incoraggiato un uso responsabile delle risorse, e questo approccio trova la sua rappresentazione nella piccola foresta inserita nello spazio austriaco, capace di fornire ogni ora ben 62,5 chilogrammi di ossigeno fresco, senza fare ricorso a filtri o condizionatori; un esempio eccellente di pratica architettonica da utilizzare sempre di più nello sviluppo delle città.

7. Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti – Cibo per la mente, delineare e condividere il futuro
Terra, cibo, acqua: è su questi tre elementi alla base della vita che si gioca la partita per il futuro del pianeta, come ci ricorda il padiglione degli Emirati Arabi Uniti, una realizzazione architettonica che stupisce il visitatore sin dall’ingresso. La sua forma è infatti data da pareti increspate alte ben 12 metri, che riportano alla mente sia le piccole stradine dei suoi villaggi, che le dune di sabbia dei suoi paesaggi: sensazione questa accresciuta ulteriormente dalle scansioni tridimensionali che animano queste pareti. In questi spazi magici è possibile venire a contatto con la tradizionale ospitalità degli Emirati, scoprendo e gustando cibi saporiti, frutto di un duro lavoro per strappare la terra al deserto.

8. Il padiglione dell’Ungheria – Dalla fonte più pura
L’architettura organica è protagonista del padiglione ungherese, che attraverso le sue forme vuole ricordare i dolci paesaggi di questo paese e come la presenza umana abbia saputo armonizzarsi con esso: ecco allora le stalle, i silos e i granai, con al centro una simbolica Arca di Noè, simbolo della biodiversità del Pianeta che siamo chiamati a difendere. L’acqua è uno dei tre temi principali ai quali l’Ungheria ha dedicato il suo padiglione, essendo una nazione ricca di risorse idriche. Gli altri due temi sono il modello di agricoltura ungherese, organizzato a mosaico e a livello familiare in contrapposizione alle monoculture intensive; e l’eredità per il futuro, ovvero il ruolo che una ricerca attenta e responsabile può avere nello sviluppo di nuove tecnologie e nuovi metodi atti a nutrire il pianeta preservandone l’ambiente.

9. Il padiglione della Grecia – Cibo Greco. Condividere i sapori della salute
Insieme all’Italia, la Grecia è uno dei paesi che maggiormente caratterizzano la Dieta Mediterranea, universalmente riconosciuta come gustosa e salubre al tempo stesso. E proprio agli ingredienti protagonisti della dieta greca è dedicato il padiglione di questa nazione: il cibo greco è infatti ancora semplice, non artefatto: dominano i piatti a base di vegetali, presentati in una gamma infinita di sapori tutti accomunati dalla presenza dell’olio d’oliva. Semplicità ma sapori netti e gustosi, in contrapposizione alle diete di molti sapori occidentali dove sono invece diffusi problemi come l’obesità e le intolleranze alimentari.

10. Il padiglione del Belgio – Il nostro cibo, il nostro mondo. Produrre in modo responsabile, consumare in modo intelligente
La sostenibilità ha ispirato la realizzazione del padiglione, che ha un bassissimo impatto ambientale. L’innovazione tecnologica è protagonista di un percorso educativo studiato per coinvolgere il visitatore presentando alcune delle soluzioni possibili per contribuire a nutrire il Pianeta: le colture acquaponiche e idroponiche, la coltura delle alghe e gli allevamenti degli insetti. Osservando all’opera queste tecnologie è possibile comprendere come il Belgio si proponga come un innovativo laboratorio di idee che mira a svolgere un ruolo di eccellenza nel mettere a punto soluzioni capaci di raccogliere le future sfide dell’alimentazione. Senza però mai scordare la propria identità tradizionale che nei secoli ha saputo dare vita a una cucina ricca di sapori. Il visitatore buongustaio sarà così allietato dalle dolcissime dimostrazioni che i maitre chocolatiers offrono al pubblico. Chi ama la birra potrà invece regalarsi un piacevolissimo tour alla scoperta delle celebri birre belghe.

Per raggiungere Expo partendo dall’Hotel Diamante due sono le soluzioni più comode:
– In auto utilizzando i parcheggi alle porte di Milano e utilizzando poi la Metropolitana.
Fermata della metropolitana Rho Fiera di Milano linea 1 Rossa.
– In treno dalla vicina stazione di Magenta, raggiungibile anche con il servizio navetta dell’Hotel.
Fermata del treno Rho Fiera di Milano (treni ogni 15 minuti circa, tempo di percorrenza circa 20 minuti).

¶ Hotel Diamante Corbetta (Milano)­

Fonte: Milano 2015 a City to Love – Editore Consodata s.p.a.